Ravvedimento operoso  

CHE COSA È E A CHE COSA SERVE:  

Il Ravvedimento Operoso (art.13 del Dlgs n.472 del 1997) è lo strumento con cui il contribuente può spontaneamente regolarizzare violazioni, irregolarità o omissioni tributarie con il versamento di sanzioni ridotte, il cui importo varia in relazione alla tempestività del ravvedimento. 
L'utilizzo del Ravvedimento Operoso è consentito a tutti i contribuenti. 
A seguito della La legge di stabilità 2015 (legge 190/2014 – comma 637 lettera b) sono stati modificati i limiti di tempo del ravvedimento operoso. 

La Legge di Bilancio 2020, abrogando il c.1-bis dell’art.13 del D.Lgs n.472 del 1997, ha ampliato la platea di tributi per i quali è possibile usufruire appieno dell’istituto del ravvedimento operoso. Se prima tale beneficio era rivolto quasi esclusivamente ai tributi gestiti dall’Agenzia delle entrate, ora può essere applicato anche alla regolazione dei tributi regionali e locali. Per sanare la propria posizione tributaria (rimediando ad un errore o ad un ritardo), il contribuente deve corrispondere:

- il tributo non versato (o non interamente versato);
- la sanzione;
- gli interessi legali
Si rammenta che il ravvedimento operoso consente di accedere a riduzioni sanzionatorie calcolate in proporzione sulla base delle tempistiche con cui si regolarizza la propria posizione nei confronti delle Amministrazioni. Si prospetta quindi per tutti i tributi:
- ravvedimento sprint: la sanzione è ridotta a 1/15 di quella ordinaria (pari allo 0,1%) per ogni giorno di ritardo se il contribuente paga quanto dovuto entro 14 giorni dalla scadenza;
- ravvedimento breve: la sanzione fissa ammonta a 1/10 del minimo (pari all’1,5%) se il contribuente paga quanto dovuto dal 15° al 30° giorno di ritardo dalla scadenza;
- ravvedimento medio o trimestrale: la sanzione fissa è ridotta a 1/9 del minimo (pari all’1,67%) se il contribuente paga dopo il 30° giorno ed entro il 90° giorno dalla scadenza;
- ravvedimento lungo o annuale: la sanzione fissa ammonta a 1/8 del minimo (pari al 3,75%) se il contribuente paga quanto dovuto dopo il 90° giorno di ritardo ed entro 1 anno;
- ravvedimento lunghissimo o biennale: la sanzione fissa è ridotta a 1/7 del minimo (pari a 4,29%) se il contribuente paga quanto dovuto con un ritardo superiore ad 1 anno ma entro 2 anni dalla scadenza;
- ravvedimento ultra-biennale: la sanzione fissa ammonta a 1/6 del minimo (pari al 5%) se invece il contribuente regolarizza la propria posizione con un ritardo superiore a 2 anni.
Si ricorda che il decreto legislativo n. 158/2015 ha previsto che la sanzione ordinaria del 30% passi al 15% per i versamenti effettuati entro 90 giorni dalla scadenza.
 
Infine, oltre al tributo e alla sanzione ravveduta, per sanare l’errore o l’omissione, è necessario versare anche gli interessi. Gli interessi maturano giorno per giorno e vengono calcolati mediante il regime di capitalizzazione semplice,
Il tasso d’interesse di riferimento viene stabilito ogni anno dal Ministero dell’Economia e delle Finanze, con decreto. 
 
 

DOVE RIVOLGERSI:  

UFFICIO UNICO DELLE ENTRATE

Palazzo comunale, Via Cardinal Minoretti,19 - Primo piano

COSA OCCORRE FARE PER:  

Condizione fondamentale è che: 

- Non sia stato dato inizio ad attività di accertamento.

Dal 2015, in seguito alle modifiche introdotte dalla legge di stabilità, l’istituto è stato rivisitato prevedendo: 

A) la possibilità di regolarizzare fino al termine di decadenza del potere di accertamento dell’amministrazione; 

B) l’eliminazione di alcune cause ostative ora rappresentate soltanto dalla notifica di un avviso di accertamento, di liquidazione o di un avviso bonario. 

Di conseguenza i verbali di verifica, i questionari o atti similari, non costituiscono più causa di esclusione, ma anzi potrebbero rappresentare il motivo per indurre il contribuente a rettificare la propria posizione nel caso in cui abbia omesso il versamento dovuto. 

TEMPI:  

fissati dalla normativa vigente in materia come indicato nella tabella sopra riportata

COSTI:  

versamento dell´imposta dovuta maggiorata dalle sanzioni come da tabella, oltre agli interessi legali

NORMATIVA:  

Decreto legislativo 18 dicembre 1997 n. 472

Decreto legislativo 24 settembre 2015 n. 158

Legge di stabilità 2016 comma 133.

Art. 13bis D.lgs 472/1997

RESPONSABILE:  

Giovanna Cattaneo

ALLEGATI

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