Requisiti morali

REQUISITI COMMERCIO E SOMMINISTRAZIONE – REQUISITI MORALI
 
Il titolare di impresa individuale/preposto o il legale rappresentante/delegato (soggetti elencati dall’art. 2 del DPR 3 giugno1998 n. 252), nel caso di associazioni, società e consorzi (precisamente tutti i componenti del consiglio di amministrazione per le S.p.A. e S.r.l., i soci accomandatari per le s.a.s., i soci amministratori per le s.n.c.), deve possedere:
– UNO dei requisiti professionali (vedi scheda “Requisiti professionali”) e
– requisiti morali (di seguito elencati).
 
Requisiti necessari per il commercio al dettaglio e per commercio su aree pubbliche di prodotti NON ALIMENTARI
Il titolare di impresa individuale/preposto o il legale rappresentante/delegato (soggetti elencati dall’art. 2 del DPR 3 giugno1998 n. 252), nel caso di associazioni, società e consorzi (precisamente tutti i componenti del consiglio di amministrazione per le S.p.A. e S.r.l., i soci accomandatari per le s.a.s., i soci amministratori per le s.n.c.), deve possedere:
–    requisiti morali (di seguito elencati).
 
NOTE sui Requisiti professionali e morali
–     Dall ’8 maggio 2010 i Requisiti morali e professionali chiesti per la vendita di prodotti alimentari sono uguali a quelli chiesti per la somministrazione di alimenti bevande.
–    Dal 14 settembre 2012 con il D.Lgs 147/2012 “Disposizioni integrative e correttive del D.Lgs. n. 59/2010 recante attuazione della direttiva 2006/123/CE, relativa ai servizi nel mercato interno” è stato introdotta la figura del preposto nel commercio di prodotti alimentari e somministrazione di alimenti e bevande anche per le imprese individuali. Il preposto deve sempre possedere i requisiti professionali e morali. I requisiti devono quindi essere posseduti dal titolare o, in alternativa dal preposto.
–     All’art. 8 del D.Lgs. 147/2012 viene specificato che i requisiti professionali richiesti nel commercio e nella somministrazione non sono necessari qualora l’attività abbia ad oggetto alimenti per animali.
 
REQUISITI MORALI
Si tratta di:
–     requisiti soggettivi (morali e professionali) previsti dall’articolo 71 del D.Lgs 26 marzo 2010 n. 59;
–     assenza di pregiudiziali ai sensi del Codice delle leggi antimafia (D.Lgs. 06 settembre 2011 n 159) (*).
 
Art 71 – commi da 1 a 5 del D.Lgs. 59/2012, modificato dal D.Lgs. 142/2012
 
1.  Non possono esercitare l’attività commerciale di vendita e di somministrazione:
a)  coloro che sono stati dichiarati delinquenti abituali, professionali o per tendenza, salvo che abbiano ottenuto la riabilitazione;
b)  coloro che hanno riportato una condanna, con sentenza passata in giudicato, per delitto non colposo, per il quale è prevista una pena detentiva non inferiore nel minimo a tre anni, sempre che sia stata applicata, in concreto, una pena superiore al minimo edittale;
c)  coloro che hanno riportato, con sentenza passata in giudicato, una condanna a pena detentiva per uno dei delitti di cui al libro II, Titolo VIII, capo II del codice penale, ovvero per ricettazione, riciclaggio, insolvenza fraudolenta, bancarotta fraudolenta, usura, rapina, delitti contro la persona commessi con violenza, estorsione;
d)  coloro che hanno riportato, con sentenza passata in giudicato, una condanna per reati contro l’igiene e la sanità pubblica, compresi i delitti di cui al libro II, Titolo VI, capo II del codice penale;
e)  coloro che hanno riportato, con sentenza passata in giudicato, due o più condanne, nel quinquennio precedente all’inizio dell’esercizio dell’attività, per delitti di frode nella preparazione e nel commercio degli alimenti previsti da leggi speciali;
f)  coloro che sono sottoposti a una delle misure di prevenzione di cui alla legge 27 dicembre 1956, n. 1423, o nei cui confronti sia stata applicata una delle misure previste dalla legge 31 maggio 1965, n. 575, ovvero a misure di sicurezza;
 
2.  Non possono esercitare l’attività di somministrazione di alimenti e bevande coloro che si trovano nelle condizioni di cui al comma 1, o hanno riportato, con sentenza passata in giudicato, una condanna per reati contro la moralità pubblica e il buon costume, per delitti commessi in stato di ubriachezza o in stato di intossicazione da stupefacenti; per reati concernenti la prevenzione dell’alcolismo, le sostanze stupefacenti o psicotrope, il gioco d’azzardo, le scommesse clandestine, nonché per reati relativi ad infrazioni alle norme sui giochi.
 
3.  Il divieto di esercizio dell’attività, ai sensi del comma 1, lettere b), c), d), e) ed f), e ai sensi del comma 2, permane per la durata di cinque anni a decorrere dal giorno in cui la pena è stata scontata. Qualora la pena si sia estinta in altro modo, il termine di cinque anni decorre dal giorno del passaggio in giudicato della sentenza, salvo riabilitazione.
 
4.  Il divieto di esercizio dell’attività non si applica qualora, con sentenza passata in giudicato sia stata concessa la sospensione condizionale della pena sempre che non intervengano circostanze idonee a incidere sulla revoca della sospensione.
 
5.  In caso di società, associazioni od organismi collettivi i requisiti morali di cui ai commi 1 e 2 devono essere posseduti dal legale rappresentante, da altra persona preposta all’attività commerciale e da tutti i soggetti individuati dall’articolo 2, comma 3, del decreto del Presidente della Repubblica 3 giugno 1998, n. 252. In caso di impresa individuale i requisiti di cui ai commi 1 e 2 devono essere posseduti dal titolare e dall’eventuale altra persona preposta all’attività commerciale.
 
(*) L’AUTOCERTIFICAZIONE IN MATERIA ANTIMAFIA DEVE ESSERE RILASCIATA DA:
 
1) Ditte individuali: il titolare
2) Società:
–     per le società di capitali: il legale rappresentante e gli eventuali altri componenti l’organo di amministrazione;
l’amministratore unico (in caso di amministratore unico);
–     per le società cooperative: il legale rappresentante e gli eventuali altri componenti l’organo di amministrazione;
–     per i consorzi e le società consortili: ciascuno dei consorziati con una partecipazione superiore al 10 per cento, e i soci o consorziati per conto dei quali le società consortili o i consorzi operino in modo esclusivo nei confronti della pubblica amministrazione;
–     per le società in nome collettivo o società di fatto: tutti i soci;
–     per le società in accomandita semplice: i soci accomandatari.

ALLEGATI


Ultima modifica: 04/08/2017
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